Case History di crisi aziendale: il caso Melegatti

Il caso Melegatti: case history di crisi aziendale

 

La crisi aziendale vissuta dall’azienda Melegatti è un incredibile esempio di come la buona volontà delle persone, unita alla lungimiranza di accorti imprenditori, può salvare la vita alle aziende e, quindi, anche ai loro lavoratori. Come sempre andiamo per gradi, facendo un piccolo cappello introduttivo su cos’è una crisi aziendale e come, generalmente si verifica, per poi parlare nello specifico del caso Melegatti.

Crisi aziendale: cos’è e come si crea

Ne abbiamo già parlato molte volte, per crisi aziendale si intende generalmente quel periodo più o meno lungo della vita di un’impresa in cui le condizioni di operatività della stessa vengono meno a causa di specifici e decisamente rilevanti elementi di difficoltà; un momento di difficoltà dell’azienda di tale entità da poter comprometterne l’esistenza (in gergo “business continuity”- per maggiori informazioni si legga il nostro articolo come affrontare una crisi aziendale: le soluzioni). 

Le cause che stanno alla base delle crisi aziendali (che ricordiamo possono avere essenzialmente due nature, finanziaria o economica) sono dovute a fattori di tipo esterno o interno all’ambiente aziendale, ad esempio la crisi che ci troviamo a vivere adesso a causa del coronavirus è sicuramente una crisi con causa esterna di tipi generale (per un maggior approfondimento sulle cause scatenanti le crisi aziendali si legga il nostro articolo “Le principali cause di crisi aziendale”).

Il caso Melegatti

Il caso Melegatti è un caso di crisi aziendale che ha colpito al cuore milioni di italiani. Questo perché l’azienda Melegatti è un’azienda storica italiana (la ricetta per il suo famoso pandoro fu infatti brevettata nel lontano 1894 da Melegatti stesso e leggenda familiare vuole che si chiami pandoro proprio perché un garzone, di fronte alla vista della prima fetta illuminata dal sole, pare disse “l’è proprio un pan de oro”) che ha dato da lavorare a milioni di italiani e che in passato fatturava ben 70 milioni l’anno. Ad un certo punto però qualcosa è andato storto. La società, che nel dopoguerra era diventata a responsabilità limitata e che negli anni aveva visto la propria gestione affidata in successione ai discendenti di Melegatti, entra in crisi nel 2016, inizia a perdere colpi e ne perde talmente tanti che ad un certo punto arriva ad accumulare ben 50 milioni di debiti. 

Nel 2017 si salva, grazie ad un fondo maltese di 6 milioni di euro (attraverso un gruppo di investitori guidati dall’allora nuovo direttore generale Luca Quagini) ed una campagna social ben riuscita (#noisiamomelegatti) che stimolò le richieste di pandoro da parte dei privati e che si unì ad un eccezionale passaparola digitale e non, dal momento che anche scuole ed università si unirono alla campagna con studenti che si mobilitarono per effettuare le prenotazioni di vendita classe per classe. Tale fondo e la campagna social non sono bastati però e nel 2018 il tribunale di Verona dichiara il fallimento della storica azienda. Sembrava tutto finito ed invece, come sempre quando meno ci si aspetta, l’azienda è stata messa all’asta ed è stata aggiudicata, nel settembre dello stesso anno, alla famiglia dell’imprenditore Roberto Spezzapria, già noto nel settore della forgiatura dei metalli il quale ha ceduto la presidenza della Melegatti 1894 al proprio figlio Giacomo. Da quel momento Giacomo ha investito in pubblicità ma non solo, guarda molto attentamente al mercato dell’export e ha sfruttato le innovazioni tecnologiche degli ultimi anni, dotando l’azienda di e-commerce cosa che le è stata utile anche adesso con questa nuova crisi marchiata covid19 (per l’appena passata pasqua l’azienda ha visto raddoppiare i suoi acquisti online).

E’ così che con Giacomo Spezzapria la Melegatti è tornata in vita, riassumendo con contratto indeterminato molti degli ex dipendenti (adesso addirittura si parla di 150 nuove assunzioni lo scorso novembre con contratto a termine) e ricominciando a produrre i famosi pandori di cui, nel frattempo, era stato salvaguardato l’ingrediente essenziale, il lievito madre anch’esso vecchio 126 anni ed inventato dal capostipite Melegatti. A farlo sono stati due caporeparto che, alternandosi la notte lo avevamo mantenuto in vita per tutto l’anno di chiusura.

Cosa ha causato la crisi Melegatti

La storia della Melegatti è sicuramente affascinante ma viene spontaneo chiedersi, come mai è andata in crisi in primo luogo questa azienda storica italiana? Bene, anche se l’azienda non è quotata in borsa (e per questo risalire ad informazioni e fonti certe è più difficile) sembra che alla base di tutta la crisi aziendale ci siano delle erronee scelte aziendali fatte dalla dirigenza nel tentativo di scardinare la produzione aziendale dal periodo natalizio. Un pò come hanno fatto anche molti altri grandi marchi insomma (pensiamo a Bauli ad esempio) che però, a differenza di Melegatti, ci sono riusciti.

 

 

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