Il Visual Data Storytelling per il controllo di gestione

Il controllo di gestione della performance è un’attività essenziale per tutte quelle aziende che intendono assicurarsi che le prestazioni aziendali si mantengano nel tempo in linea con gli obiettivi prefissati. Assicurarsi una performance aziendale in linea con le aspettative e costante nel tempo, infatti, è fondamentale per l’azienda che desidera avere un buon controllo della situazione e reagire correttamente ad ogni minimo segnale interno od esterno che sia. Perché il controllo di gestione funzioni efficacemente, però, c’è bisogno di specifici strumenti, come il VDS (Visual Data Storytelling), che permettano di mettere insieme e di dare un senso all’enorme mole di dati che un’azienda ai giorni nostri si trova a dover processare. Andiamo per gradi però.

 

La gestione della performance

Ne abbiamo già fatto cenno in un precedente articolo tecnico; quando si parla di performance aziendale spesso si intendono gli strumenti utilizzati per la sua misurazione, i quali però, perchè possano essere sia efficaci che efficienti, devono avere un’importante caratteristica comune, ovvero devono essere snelli ed intuitivi da usare. Per gestione della performance aziendale si intende quindi una gestione ed un controllo snelli di tutti gli strumenti e di tutti quei dati, ovvero informazioni ed indicatori strategici, necessari alla misurazione della performance e quindi al supporto delle decisioni strategiche per il conseguimento degli obiettivi aziendali. 

 

Il VDS (Visual Data Storytelling)

Tra tutti gli strumenti preposti ad un corretto controllo di gestione spicca sicuramente il Visual Data Storytelling. Questo strumento infatti è forse il più importante per un corretto e sensato controllo della gestione aziendale, soprattutto perché è in grado, valorizzando i dati raccolti con le tecniche di Data Visualization, di facilitare i processi di sviluppo ed elaborazione dei famosi Big Datas, croce e delizia di ogni azienda dal momento che sono importantissimi per avere un’idea chiara della performance aziendale ma difficilissimi da elaborare in quanto numerosissimi. Il VDS (Visual Data Storytelling) infatti riesce proprio dove molti altri strumenti falliscono: grazie all’ausilio delle tecniche di Data Visualization ed integrando le stesse con lo strumento della narrazione è in grado di comunicare efficacemente ciò che i dati esprimono (cosa altrimenti impossibile con il solo sostegno delle tecniche di data visualization che, data la mole dei dati da analizzare, spesso si traducono in presentazioni difficilmente comprensibili e fuorvianti). E’ proprio grazie all’interazione tra narrazione (storytelling, appunto) e la rappresentazione grafica delle informazioni e dati raccolti, che il VDS riesce a scoprire indicatori che evidenziano maggiormente e più efficacemente lo scostamento tra obiettivi pianificati e risultati conseguiti qualificandosi quindi come un ottimo strumento di controllo della perfomance per il raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Questo strumento, che si rende indispensabile dal momento che oggigiorno i dati sorgente non solo sono numerosissimi ma provengono anche da fonti eterogenee e variano continuamente, si sviluppa in percorso in tre fasi:

  • Analisi dei big data 
  • Data Visualization (DV)
  • Visual Data Storytelling (VDS)

Nella prima fase vengono prima raccolti e successivamente analizzati i big datas. Per effettuare un’analisi coerente è necessario mettere in relazione tra loro tutti i dati raccolti di modo da estrapolare quelli effettivamente rilevanti. Il rischio in questa fase è quello di avere una ridondanza di dati che può portare ad incomprensioni o valutazioni sbagliate ed è per questo che, per alleggerire e migliorare il processo di analisi, vengono utilizzate le tecniche di Data Visualization (DV).
Con la seconda fase quindi (quella della DV), si va quindi a creare una rappresentazione grafica dei dati raccolti (di ogni dimensione, natura ed origine) e così facendo si riesce ad identificare tutta una serie di trend che sarebbero altrimenti invisibili. Grazie all’utilizzo di grafici ed immagini propri della DV, infatti, è possibile acquisire migliori conoscenze, trarre conclusioni più precise e migliorare, quindi, l’intero processo di analisi dei dati. Dal momento però che la mole dei dati da elaborare è così grande, anche la sola rappresentazione grafica può essere comunque fuorviante ai fini di un corretto controllo della gestione aziendale, in quanto potrebbe avere difficoltà nel comunicare efficacemente ciò che i dati intendono esprimere (dopotutto è semplice, più info si ha e più è difficile filtrarle) ed è per questo che sia arriva poi alla terza ed ultima fase del processo di VDS, ovvero l’aggiunta di una narrazione (storytelling appunto) alla rappresentazione grafica. Incrementando con una narrazione la rappresentazione grafica ottenuta con le tecniche di DV, infatti, si riesce a creare un coinvolgimento tale da favorire una maggiore comprensione e chiarezza dei risultati ottenuti. Dopotutto solo raccontando una storia si è in grado di creare un’emozione e quindi un determinato livello di coinvolgimento e di comprensione che risultano poi fondamentali per riuscire a e alternative e a giungere così a decisioni tempestive che spesso si rivelano poi fondamentali in un’ottica di raggiungimento degli obiettivi strategici aziendali. 

 

In conclusione quindi, considerando anche che oltre al controllo dello scostamento tra obiettivi prefissati e raggiunti, è necessario capire anche le potenzialità aziendali al raggiungimento degli stessi (ovvero se l’azienda è effettivamente in grado di raggiungere dati obiettivi o se è il caso di riformularli) il Visual Data Storytelling, con il suo approccio strutturato per la comunicazione delle informazioni su dati raccolti, si conferma il miglior attuale strumento del controllo di gestione. Questo perché, grazie alla narrazione, riesce ad aggiungere un’interpretazione cognitiva ed emotiva alla fotografia grafica dei dati.

 

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