Crisi aziendale: gli indicatori di allerta

 

Gli indicatori di allerta della crisi aziendale sono quel pacchetto di indicatori che, oltre a segnalare situazioni di squilibrio (come espresse nel precedente articolo al riguardo), fornisce al management (ed eventualmente agli organi di controllo) non solo indicazioni utili per intercettare situazioni di rischio, anche potenziali, che potrebbero tradursi col tempo in situazioni di squilibrio, ma anche l’adozione di opportune iniziative (e quindi soluzioni) al riguardo. 

 

L’adozione di questi indicatori rappresenta un’opportunità che il management e gli organi di controllo potrebbero cogliere per adottare un approccio pro-attivo al controllo e alla gestione delle crisi, introducendo strumenti e processi utili a prevenire, per quanto possibile, il formarsi di squilibri (piuttosto che limitarsi a risolverli una volta che questi si sono palesati). Dal punto di vista manageriale però, il sistema di indicatori fornito dalla legislatura (sia di squilibri che di ritardi nei pagamenti – CCII -) è in grado di intercettare gli squilibri solo quando ormai lo stato di malessere è evidente ed avrebbe quindi bisogno di essere integrato con strumenti supplementari in grado di intercettare le situazioni rischiose prima che si evidenzi il malessere. Un pacchetto di indicatori efficace in tal senso (ovvero sia a segnalare che prevenire un stato di crisi) potrebbe basarsi su 3 principi:

  • lo stato di crisi si manifesta solitamente attraverso segnali di squilibrio finanziario, reddituale e patrimoniale (possono essere il frutto di una vasta gamma di cause, riconducibili a fattori di natura sia interna che esterna all’azienda)
  • gli squilibri patrimoniali-reddituali-finanziari possono verificarsi con un ritardo temporale anche significativo rispetto ai fattori causali che li hanno innescati
  • difficilmente la crisi d’impresa è riconducibile ad un unico fattore, generalmente è la risultante di un mix di fattori causali che agiscono in concomitanza 

 

Va da sé quindi come sia fondamentale rintracciare e tracciare innanzitutto una panoramica delle possibili cause della crisi, così da saper poi selezionare gli strumenti di controllo e gli indicatori migliori. Lo studio e l’analisi delle possibili cause di una crisi d’impresa è infatti forse uno degli argomenti più studiati e trattati in materia (facile capirne il perchè, data la loro fondamentale importanza, Se interessati ad approfondire le cause si legga qui).

 

Quali sono gli Indicatori di allerta della crisi aziendale

Riprendendo le fila del discorso, sappiamo che la legislatura (CCII) configura lo stato di crisi aziendale come uno stato di difficoltà economico-finanziaria che rende probabile l’insolvenza e può essere intercettata mediante indicatori che sono espressione di squilibri reddituali, finanziari e patrimoniali, oltre che all’analisi di ritardi reiterati nei pagamenti. 

La definizione appena descritta consente di definire gli indicatori non solo come quegli strumenti in grado di fornire un’indicazione sulla sostenibilità dei debiti (rispetto ad un orizzonte prospettico di almeno sei mesi) e sulla continuità aziendale, tenuto conto delle caratteristiche dell’impresa (una cosa fondamentale da ricordare in questo caso è che, trattandosi di indicatori anche prospettici, i dati necessari al calcolo saranno sia contabili che extracontabili); ma anche come quelli in grado di misurare la sostenibilità degli oneri dell’indebitamento rispetto ai flussi di cassa che l’impresa è in grado di generare e l’adeguatezza dei mezzi propri rispetto a quelli di terzi. 

La cosa risulta invece diversa per quanto riguarda gli indicatori di ritardo nel pagamento. Questi infatti sono puntualmente definiti dalla legislatura la quale lascia poco spazio a discrezionalità varie. Come già trattato nel precedente articolo, nel CCII vengono considerati nello specifico: debiti per salari e stipendi scaduti da almeno 60 giorni per un ammontare pari ad oltre la metà del monte salari complessivo, e debiti verso fornitori scaduti da almeno 120 giorni per un ammontare superiore a quello dei debiti non scaduti. 

 

La lista di indicatori di allerta della crisi

Una volta prese tutte le considerazioni in merito, per costruire un pacchetto di indicatori che soddisfi efficacemente le peculiari caratteristiche aziendali non c’è che l’imbarazzo della scelta; la dottrina e la prassi offrono spunti pressoché infiniti ma si ricorda che comunque il CCII rimanda per gli stessi al CNDCEC il quale è tenuto a fornire un lista di indicatori prescelti. I più papabili sono 7:

  • 1)Patrimonio netto negativo
  • 2) Debt Service Coverage Ratio < 1 prospettico a 6 mesi (dato dal Free Cash Flow diviso la quota di rimborso dei debiti)
  • 3) Indice di sostenibilità degli oneri finanziari (Oneri finanziari / fatturato)
  • 4) Indice di adeguatezza patrimoniale (Patrimonio Netto / debiti)
  • 5) Indice di ritorno liquido dell’attivo (Cash Flow / totale attivo)
  • 6) Indice di liquidità (Attività correnti / passività correnti)
  • 7) Indice di indebitamento previdenziale e tributario (debiti previdenziali e tributari / totale attivo)

 

E’ fondamentale ricordare che l’indice di sostenibilità degli oneri finanziari così come i successivi sopra indicati (n°4, 5, 6, e 7) sono da utilizzarsi solo nel caso in cui non si disponesse del Debt Service Coverage Ratio (per mancanza o inaffidabilità dei dati prospettici). Questi specifici indicatori sono infatti in grado di segnalare situazioni rischiose qualora si presentino tutti al di sopra dei valori limite calcolati per settore di attività. Questi indicatori così selezionati consentono inoltre di individuare e minimizzare i casi di falsi positivi (ovvero situazioni segnalabili come di crisi a cui in realtà non corrisponde un reale squilibrio) pur ammettendo la possibilità di falsi negativi.

Fondamentale è, infine, nella scelta degli indicatori di allerta da inserire nel pacchetto aziendale, considerare anche la cosiddetta capacità diagnostica degli stessi indicatori. Per capacità diagnostica si intende il grado con cui la lettura del risultato ottenuto, attraverso il confronto con benchmark temporali e di settore, favorisce nel soggetto decisore la facoltà di esprimere una valutazione sullo stato di salute dell’impresa in termini di stabilità, miglioramento e/o peggioramento. Un indicatore con una buona capacità diagnostica è utile a stimolare il management nella definizione di opportune soluzione ed iniziative in relazione alla valutazione sullo stato di salute.

 

E’ quindi chiaro come la creazione e il continuo monitoraggio di un attento paniere di indicatori di allerta della crisi aziendale uniti alla redazione di chiaro e puntuale Piano di risanamento aziendale (fondamentale, anche secondo la legislatura, per favorire la continuità aziendale), siano gli ingredienti fondamentali di cui un’azienda si deve dotare per evitare l’insorgere di una crisi aziendale.

 

Clicca per conoscere la nostra proposta per un Piano di Risanamento aziendale che non solo sia fattibile ma anche risolutivo.

 

Ricordati che la prima consulenza in marketing con noi è GRATIS. Richiedi subito informazioni.

 

Non solo: Solo Marketing Col Cuore ti dà la garanzia Soddisfatti o Rimborsati al 100%. Scopri di cosa si tratta.

Share This