Il fondo di ristrutturazione aziendale è fondamentale per mettere in atto il processo di ristrutturazione nel caso si verifichi una crisi aziendale e consiste nell’accantonare la liquidità occorrente a far fronte alle spese vive che necessariamente andranno sostenute per attuare il piano di ristrutturazione aziendale. Solitamente è buona norma per un’impresa quella di accantonare ogni anno, fin dal momento della nascita, una certa liquidità così da non farsi trovare impreparata nel caso in cui dovesse affrontare una situazione di crisi ma, ad ogni modo, esistono anche dei fondi monetari istituiti dallo stato (chiamati Fondi per salvataggio o ristrutturazione di impresa) a cui l’azienda può ricorrere nel caso non avesse lei stessa predisposto un fondo per tale scopo o nel caso in cui la liquidità accantonata non fosse abbastanza per sostenere i costi di ristrutturazione derivanti dalla messa in pratica del Piano di Risanamento aziendale. Andiamo per gradi però, così da far luce su cosa si intenda per crisi aziendale e Piano di Risanamento prima di affrontare il tema del fondo a questo predisposto.

 

Crisi aziendale

Come ampiamente trattato nei precedenti articoli (si veda ad esempio “come affrontare una crisi aziendale: le soluzioni”) per crisi aziendale si intende generalmente quel periodo più o meno lungo della vita di un’impresa in cui le condizioni di operatività della stessa vengono meno a causa di specifici e decisamente rilevanti elementi di difficoltà di un’entità tale da poter comprometterne l’esistenza (in gergo “business continuity”). E’ per questo motivo che la crisi aziendale rappresenta un momento cruciale a livello strategico (le decisioni prese in questo periodo segneranno con molta probabilità le sorti dell’azienda) ed è anche per questo che è necessario mettere in atto un processo di ristrutturazione aziendale redigendo un Piano di Risanamento il più scrupoloso possibile (in realtà è buona norma redigere più piani di risanamento, ognuno predisposto ad affrontare una delle possibili circostanze negative future).

 

La ristrutturazione aziendale ed il Piano di risanamento

Quale che siano le cause alla base del verificarsi di uno stato di crisi aziendale, per uscire dall’empasse l’unica soluzione è quella di effettuare una ristrutturazione aziendale che ltro non fa che cercare di ripristinare quelle specifiche condizioni di equilibrio economico-patrimoniale-finanziario che sono venute meno col sorgere della crisi aziendale stessa. 

Per poter portare avanti con successo un processo di ristrutturazione aziendale, è assolutamente necessario redigere un piano (di ristrutturazione aziendale, appunto) che definisca un budget per sostenere i costi della ristrutturazione stessa e che guidi le decisioni prese nel tempo. Un documento attraverso cui fotografare lo stato di crisi in essere e fornire assunti come base strategica per il rilancio d’azienda descrivendo anche l’impatto specifico di tale strategia in relazione alla produzione, commercializzazione, alle vendite, agli investimenti e così via; in questo consiste un Piano di Risanamento Aziendale.

 

Il fondo di ristrutturazione aziendale

Una volta redatto il Piano di Risanamento aziendale e, con questo, il budget necessario a sostenere i costi della ristrutturazione stessa, è evidente come sia necessario disporre di un livello di liquidità in grado da coprire il budget necessario ed è qui che entra in gioco il Fondo di ristrutturazione. Come accennato all’inizio dell’articolo, è buona norma per un’impresa predisporre fin dalla nascita un fondo a questo scopo dedicato di modo da accantonare ogni anno una certa liquidità e non farsi, quindi, trovare impreparata nel caso in cui dovesse affrontare una stato di crisi aziendale. Non c’è da preoccuparsi però, perché, anche nel caso l’azienda non avesse creato un fondo apposito o nel caso in cui la liquidità accantonata non bastasse a coprire il budget del piano di risanamento, esistono anche dei fondi monetari istituiti dallo stato (chiamati Fondi per salvataggio o ristrutturazione di impresa) a cui la stessa può ricorrere in extremis. 

 

Ad ogni modo, dal momento che affrontare una crisi aziendale non è certo un gioco da ragazzi, è altrettanto buona e comune norma affidarsi ad esperti del settore i quali, avvalendosi di specifici software di Business Intelligence, sono in grado di raccogliere, analizzare e tradurre in tempi ridotti i dati in conoscenza e di riuscire non solo a minimizzare le possibilità di insuccesso, ma anche a farlo in maniera economica.

 

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