L’indice in una tesi di laurea e la sua importanza

 

L’indice in una tesi di laurea viene spesso sottovalutato ma in realtà è uno degli elementi più importanti di questo tipo di elaborato soprattutto perché ne rappresenta lo scheletro e consente quindi a chiunque si accinga a leggerlo di orientarsi immediatamente all’interno del lavoro. Per capire meglio il perché dell’importanza dell’indice, però, è necessario fare due passi indietro e spiegare prima cosa sia effettivamente una tesi di laurea e come sia strutturata. 

 

La tesi di laurea: cos’è

Non è la prima volta che parliamo di tesi di laurea e di quanto sia importante farla bene. Da i nostri precedenti articoli (per un maggior approfondimento si legga qui) sappiamo infatti che per tesi di laurea si intende generalmente documento che viene redatto dallo studente (solo dopo averne concordato l’argomento base con il relatore, ovvero il docente della determinata disciplina in cui si è scelto di laurearsi) al termine del proprio percorso di studi universitari per ottenere il titolo di Dottore. Questo documento può avere natura compilativa o sperimentale, a seconda di come lo studente decide di affrontare ed approfondire la tematica concordata con il relatore, e consiste nel sostenere, appunto, una determinata tesi, ovvero argomentare dettagliatamente tutto il percorso che, da una serie di ipotesi di partenza, conduce ad una serie di conclusioni finali.

 

La tesi di laurea e la sua struttura

Quale che sia la natura dell’elaborato (compilativa o sperimentale), questo dovrà per forza essere fornito di una struttura. Anche di questo ne abbiamo già parlato, ma in generale possiamo comunque affermare che una tesi di laurea deve dividersi in più parti, tutte imprescindibili, diciamo obbligatorie, ed essenziali per la corretta realizzazione dell’elaborato. Queste parti (di cui forniamo un approfondimento qui) sono: il frontespizio, l’introduzione, il corpo, le conclusioni, l’indice e la bibliografia.

 

L’indice nella tesi di laurea

L’indice è quindi una parte specifica (ed essenziale) della struttura di una tesi di laurea. Nello specifico è quella parte che viene inserita alla fine dell’elaborato, dopo le conclusioni, oppure anche all’inizio (a seconda della scelta redazionistica) e che fornisce un quadro generale del contenuto e dell’organizzazione del documento. La cosa fondamentale è che riproduca esattamente il contenuto della tesi, dando conto della suddivisione in capitoli, paragrafi e sottoparagrafi (è qui infatti che vengono inseriti i titoli ed il numero di pagina d’inizio delle parti che compongono la tesi stessa). Questo suo compito di suddivisione del contenuto di una tesi di laurea rende l’indice, fra gli elementi della struttura, uno di quelli più soggetti a continue modifiche durante tutta l’elaborazione. 

 

Alcuni consigli per redigere l’indice

Nella redazione dell’indice di tesi è sempre bene seguire alcuni accorgimenti. E’ opportuno non superare una certa lunghezza (stimata in due pagine) così come inserire dei titoli che siano chiari e comprensibili non solo per i capitoli ma anche per tutte le altre sezioni (paragrafi e sottoparagrafi) così da rendere al lettore una panoramica più fluida e accessibile. 

 

L’importanza della redazione di un buon e corretto indice è chiaramente quindi fondamentale alla stesura e successivamente alla comprensione dell’elaborato. Questo perché, come esposto all’inizio di questo articolo, ne rappresenta lo scheletro e permette al lettore di avere una panoramica completa di quello che è l’argomento trattato.

 

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