Dopo l’ultimo devastante terremoto che ha letteralmente distrutto alcuni meravigliosi borghi medievali del Centro Italia, ogni uomo e donna di buona volontà si è sicuramente chiesto cosa può essere concretamente fatto per evitare che una scossa tellurica con intensità massima pari a 6.0 della scala Richter provochi devastazioni e morte così elevate (parliamo di quasi 300 vittime accertate ed un danno al patrimonio artistico e architettonico di svariati miliardi di euro(1)).

Per chi, come noi, fa marketing e si occupa da anni di gestione amministrativa e patrimoniale in genere, l’attuale situazione sismica italiana che si è determinata anche non lontano dalla nostra sede operativa rappresenta una occasione utile per ribadire concetti importantissimi che investono, prima di tutto, le persone, gli affetti e i sacrifici economici di innumerevoli cittadini, imprenditori, amministratori pubblici e privati.

Secondo una tabella pubblicata on line sul sito della Regione Lazio dall’Ufficio Geologico e Sismico Regionale, il Comune di Amatrice, uno dei territori maggiormente colpiti dall’ultimo sisma, non risulta ad oggi dotato di uno studio validato sulla “Microzonazione Sismica di livello 1”, si tratta, come vedremo meglio in seguito, di un documento che ha l’obiettivo di razionalizzare la conoscenza sulle alterazioni che lo scuotimento sismico può subire in superficie, dando informazioni utili per il governo del territorio, per la progettazione, per la pianificazione per l’emergenza e per la ricostruzione post-sisma. Una corretta strategia marketing risulta quindi indispensabile per poter pianificare al meglio le attività da compiere.

Come spiega la Protezione civile sul suo sito, gli studi di Microzonazione Sismica “sono di fondamentale importanza nella pianificazione al fine di orientare la scelta di aree per nuovi insediamenti; definire gli interventi ammissibili in una data area; programmare le indagini e i livelli di approfondimento; stabilire orientamenti e modalità di intervento nelle aree urbanizzate; definire priorità di intervento”.

Il 16 settembre 2013 la Regione Lazio ha stanziato per il Comune di Amatrice 5.760 euro come acconto del 60% dei “Fondi vincolati dello Stato per studi di Livello 1 di Microzonazione Sismica”, previsti dalla legge 77/2009 “Contributi agli investimenti alle amministrazioni locali”.

Cosa è la Microzonazione Sismica

A seguito di un evento sismico, l’osservazione dei danni alle costruzioni e alle infrastrutture spesso evidenzia differenze sostanziali anche a piccole distanze, oppure crolli e danni notevoli a grandi distanze dall’epicentro. Sicuramente la qualità delle costruzioni può influire sulle differenze del danno, ma spesso le cause vanno ricercate in effetti di amplificazione del moto sismico o ad instabilità del suolo. Tutto ciò è oggetto degli studi di Microzonazione Sismica (MS), che hanno infatti lo scopo di riconoscere, ad una scala sufficientemente grande (scala comunale o sub comunale), le condizioni geologiche e geotecniche locali che possono modificare sensibilmente le caratteristiche del moto sismico o possono produrre deformazioni permanenti del suolo.

Gli studi di MS sono sintetizzati in una carta del territorio nella quale sono indicate:

  • le zone stabili, nelle quali il moto sismico non viene modificato rispetto a quello atteso in condizioni ideali di roccia rigida (una roccia lapidea e non pervasa da fratture e fenditure) e pianeggiante;
  • le zone stabili con amplificazioni, nelle quali il moto sismico viene modificato, rispetto a quello atteso in condizioni ideali di roccia rigida e pianeggiante, a causa delle caratteristiche geologiche/geotecniche e morfologiche del territorio;
  • le zone instabili, in cui si possono attivare (innescati dal sisma) fenomeni di deformazione permanente del territorio come le frane, la liquefazione del terreno, la fagliazione che rompe il piano campagna e i cedimenti differenziali del terreno che creano gradini morfologici.

Dati, metodologie ed elaborazioni che conducono ai risultati riportati nella carta devono essere illustrati e dettagliati in una relazione di accompagnamento.

In funzione dei diversi contesti e dei diversi obiettivi, come accade per la stesura di un Business Plan, gli studi di MS possono essere condotti a vari “livelli” di approfondimento, con complessità ed impegno crescenti, passando da un livello 1 fino a un livello 3:

  • il livello 1 è un livello propedeutico ai veri e propri studi di MS, in quanto consiste in una raccolta di dati preesistenti, elaborati per suddividere il territorio nelle zone qualitativamente omogenee rispetto alle fenomenologie sopra descritte (amplificazioni e instabilità permanenti); il risultato di questo livello è la carta delle Microzone Omogenee in Prospettiva Sismica (MOPS);
  • il livello 2, utilizzando ulteriori e mirate indagini, introduce l’elemento quantitativo associato alle zone omogenee definite nel livello 1; il risultato ottenuto con metodi semplificati (abachi) è la carta di MS;
  • il livello 3 restituisce una carta di MS arricchita da approfondimenti su tematiche o aree particolari.

Gli studi di livello 2 si possono intraprendere solo se:

  1. esistono già studi di livello 1;
  2. gli studi di livello 1 dimostrano che sussistono particolari condizioni geologiche e geotecniche per l’applicabilità del livello 2

Gli studi di livello 2 devono estendersi a tutto il territorio soggetto a trasformazione. Se a una parte del territorio non è applicabile il livello 2, allora tutto il territorio soggetto a trasformazione dovrà essere coperto da studi di livello 3.

La realizzazione di uno studio di MS ha costi differenziati in funzione del livello di approfondimento. Al momento di decidere l’esecuzione e il livello dello studio, occorre tener presente l’utilità che da essi può derivare, in modo da compararli con i costi da affrontare.

Ai fini della prevenzione sismica e della valutazione del rischio sismico, la MS è uno strumento indispensabile per i piani di governo del territorio, per la pianificazione per l’emergenza e per la progettazione di opere.

Nei piani di governo del territorio, in funzione delle varie scale e dei vari livelli di intervento, gli studi di MS saranno condotti sulle aree per le quali le condizioni normative prevedono l’uso a scopo edificatorio o per le infrastrutture, sulle aree che prevedono l’uso ai fini di protezione civile e sulle aree potenzialmente soggette a trasformazione.

Come per un’azienda in fase di Start Up, gli studi di MS sono di fondamentale importanza nella pianificazione al fine di:

  • orientare la scelta di aree per nuovi insediamenti;
  • definire gli interventi ammissibili in una data area;
  • programmare le indagini e i livelli di approfondimento;
  • stabilire orientamenti e modalità di intervento nelle aree urbanizzate;
  • definire priorità di intervento.

Nella pianificazione d’emergenza, come avviene, più in generale, nella ricerca della Customer Satisfaction, sia di livello Comunale che Provinciale, gli studi di MS consentono una migliore e consapevole individuazione degli elementi strategici (edifici strategici, aree di emergenza, infrastrutture di accessibilità e di connessione) di un piano di emergenza ed in generale delle risorse di protezione civile. Infatti, la conoscenza dei possibili effetti locali indotti da un evento sismico su un territorio contribuisce a:

  • scegliere aree e strutture di emergenza ed edifici strategici in zone stabili;
  • individuare i tratti “critici” delle infrastrutture viarie per le quali, in caso di collasso degli edifici prospicienti, potrebbero essere necessarie specifiche valutazioni di sicurezza.

Nella progettazione di opere nuove o di interventi su opere esistenti, gli studi di MS evidenziano l’importanza di fenomeni quali le possibili amplificazioni dello scuotimento legate alle caratteristiche litostratigrafiche e morfologiche dell’area e dei fenomeni di instabilità e deformazione permanente attivati dal sisma.

Per opere ordinarie esistenti sulle quali si eseguiranno interventi di modesto impatto potranno in vario modo essere utilizzate già alcune informazioni qualitative proprie del livello 1.

Per opere ordinarie di nuova realizzazione i risultati di livello 1 potranno in generale orientare nella scelta degli approfondimenti specifici da effettuare, mentre l’utilizzabilità diretta di risultati di livello 2 dipenderà dalla verifica della rispondenza delle caratteristiche delle zone omogenee con quelle del sito di interesse.

Per le opere strategiche per finalità di protezione civile sarà in generale necessario raggiungere un approfondimento conoscitivo proprio del livello 3.

Vediamo, nel dettaglio, quali Regioni italiane hanno, ad oggi, recepito normativamente la Microzonazione Sismica:

 

  • ABRUZZO
  1. DGR n. 333 del 20.5.2011 OPCM n. 3907 del 13.11.2010 – Approvazione delle specifiche regionali per l’elaborazione di indagini e studi di microzonazione sismica (annualità 2010).
  2. LR n. 28 del 11.8.2011 Norme per la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche.
  3. DGR n. 577 del 10.9.2012 Approvazione programma regionale di microzonazione sismica di cui all’OPCM 4007/12 (annualità 2011).
  4. LR n. 53 del 14.11.2012 Modifiche ed integrazioni alla L.R. 11 agosto 2011, n. 28 (Norme per la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche).

 

  • BASILICATA 
  1. LR n. 9 del 7.6.2011 Disposizioni urgenti in materia di microzonazione sismica.
  2. LR n. 19 del 28.10.2011 Modifica all’art. 3 della LR 7 giugno 2011, n. 9.

 

  • CALABRIA 
  1. Nota prot. 17306 del 15.11.2011.

 

  • CAMPANIA 
  1. DGR 201 del 24.5.2011 OPCM 3907/2010 recante “Attuazione dell’art. 11 del D.L. 28/04/2009, n. 39 convertito, con modificazioni, dalla legge 24/06/2009, n. 77 in materia di contributi per interventi di prevenzione del rischio sismico”. Approvazione indirizzi e criteri.

 

  • EMILIA ROMAGNA 
  1. LR 20 del 24.3.2000 Disciplina generale sulla tutela e uso del territorio.
  2. LR 19 del 30.10.2008 Norme per la riduzione del rischio sismico.

 

  • LAZIO 
  1. DGR n. 545 del 26.11.2010 Linee guida per l’utilizzo degli Indirizzi e Criteri generali per gli Studi di Microzonazione Sismica nel territorio della Regione Lazio di cui alla DGR Lazio n. 387 del 22 maggio 2009. Modifica della DGR n. 2649/1999.

 

  • LIGURIA 
  1. DGR 714 del 21.6.2011 Specifiche tecniche relative ai criteri e linee guida regionali per l’approfondimento degli studi geologico – tecnici e sismici a corredo della strumentazione urbanistica comunale, ad integrazione della DGR n. 471/2010.

 

  • LOMBARDIA 
  1. LR n. 12 del 11.3.2005 Legge per il governo del territorio.

 

  • MARCHE 
  1. DGR n. 967 del 5.7.2011.
  2. LR n. 35 del 26.12.2012 Disposizioni in materia di microzonazione sismica.

 

  • MOLISE 
  1. LR n. 13 del 20.5.2004 Riclassificazione sismica del territorio regionale e nuova normativa sismica.

 

  • PIEMONTE 
  1. DGR 17-2172 del 13 giugno 2011 OPCM 13/11/2010 n. 3907 in materia di contributi per interventi di prevenzione del rischio sismico. Individuazione dei criteri per la realizzazione degli studi di microzonazione sismica e per la concessione di contributi per interventi di miglioramento sismico. Anno 2011.

 

  • PUGLIA 
  1. DGR n. 2407 del 2.11.2011 Linee di indirizzo per l’attivazione e utilizzo del Fondo relativo a contributi per interventi di prevenzione del rischio sismico di cui all’OPCM 3907/10.

 

  • SICILIA 
  1. Assessorato del Territorio e dell’ambiente. Circolare 15.10.2012 Studi geologici per la redazione di strumenti urbanistici.

 

  • TOSCANA 
  1. DGR 261 del 18.04.2011 OPCM 3907/2010, art. 2, comma 1, lett. a) – Studi di Microzonazione Sismica. Approvazione delle specifiche tecniche regionali per l’elaborazione di indagini e studi di microzonazione sismica.

 

  • UMBRIA 
  1. DGR n. 377 del 8.3.2010 Criteri per l’esecuzione degli studi di microzonazione sismica.

 

  • VENETO 
  1. DGR n.3533 del 30.12.2010 Modalità di attuazione dell’art. 11 del D.L. 28/04/2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla Legge 24/06/2009, n. 77 in materia di contributi per interventi di prevenzione del rischio sismico. Indagini di micro zonazione sismica di cui all’art. 2, comma 1, lett. a) dell’OPCM 3907 del 13/11/2010. Criteri e modalità di ammissibilità al contributo.
  2. DGR n. 3308 del 4.11.2008 Applicazione delle nuove norme tecniche sulle costruzioni in zona sismica. Indicazioni per la redazione e verifica della pianificazione urbanistica. (LR 11 del 23 aprile 2004 “Norme per il governo del territorio”).

 

Conclusione

 

Abbiamo visto come il miglioramento della conoscenza prodotto dagli studi di MS può contribuire concretamente, insieme a studi di vulnerabilità ed esposizione, all’ottimizzazione delle risorse rese disponibili per interventi mirati alla mitigazione del rischio sismico.

Attraverso una corretta e mirata strategia marketing per la microzonazione sismica del territorio è possibile sviluppare una pianificazione urbanistica che, al pari di quella necessaria nell’ambito aziendale sappia prevenire e limitare, per quanto possibile, i danni da calamità naturali di diverso genere ed entità.

In momenti storici e politici come quelli che stiamo vivendo il marketing deve tutelare il patrimonio umano, artistico ed infrastrutturale con ogni mezzo, anche quello della corretta informazione

Marketing col Cuore continuerà a fare la sua parte.

 

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Nota

(1) Dopo il terremoto che ha devastato il Centro Italia, con centinaia di morti e feriti, è tempo di calcolare gli ingenti danni per una delle catastrofi naturali più dure nella storia del nostro Paese. In 70 anni, il 75% dei costi complessivi dovuti a catastrofi naturali in Italia, stimati in 254 miliardi di euro, sono imputabili solamente ai terremoti: si tratta complessivamente di 190 miliardi di euro, una media di 2,8 miliardi l’anno. E’ quanto rende noto il CNR.

In particolare si registra un picco di 21 miliardi per il periodo che va dal 2009 al 2012, caratterizzato dal sisma dell’Aquila e dell’Emilia Romagna. Per quanto riguarda il rischio sismico per le abitazioni è particolarmente elevato nel Sud con il 68%, seguono il Centro (40,3%), il Nord-Est (22,2%) e il Nord-Ovest (1%). Eppure ad oggi solo l’1,65% risulta assicurato per una stima di 85 miliardi.

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